
Interpretazioni varie > Twenty Years

• Twenty Years parla del senso della vita. Con la maturità si capiscono tante cose tra cui il
fatto di nn essere immortali. Andrà come vorrà il destino, ci saranno diverse strade da poter intraprendere, buone e cattive così tenetevi forte e godetevi la corsa.. Gli ostacoli saranno inevitabili, si faranno degli errori.. si cadrà ma ci si scrollerà la polvere e si ripartirà. La frase perno è " You Are The Truth Not I" riferita al fatto che nessuno conosce la trama della nostra vita se non la vita stessa.
°Hannah° With The Beatles
• Twenty Years racconta il ciclo di vita di una persona, di un artista in particolare, che
vive la vita e cerca in essa ispirazione. Parla di incertezza, di speranza, di ottimismo, di progresso, di amore e delusione, di amicizia, di tempo che sentiamo fuggire via, di morte.
La prima strofa è un inno alla speranza, a godere degli anni che ci si prospettano davanti, a gustare tutte le esperienze, positive o negative che siano.
Nella seconda strofa il riferimento è ai due tipi di relazione che più caratterizzano gli essere umani, l’amore e l’amicizia. La delusione d’amore, l’infedeltà, il migliore degli inizi che subito è soppiantato dalla sofferenza di un cuore infranto e poi ancora l’irrigidimento dei sentimenti, il raffreddarsi sia del rapporto che della persona che esce rafforzata da quell’esperienza. L’amicizia che può avere il peggiore degli inizi, che può nascere da una scazzottata, ma che matura in un rapporto di riconoscenza e comunicazione.
La figura dell’artista è svelata dal termine “designer fakes” che sta in questo caso per scrittori di canzoni, per loro tre che scrivono storie, e che hanno bisogno di cercare l’ispirazione altrove rispetto alle loro esperienze, per poter parlare della vita in generale, nella sua essenza, che con suoi aspetti positivi e negativi rappresenta l’unica realtà possibile, l’unica alternativa da scegliere, l’unica verità. Perché la verità non è quella di un singolo individuo, ma quella della vita nel suo complesso.
L’ultima strofa valuta lo scorrere del tempo, ci si prospettano tanti anni davanti, ma il nostro tempo non è infinito, e ci sembra sempre che tutto passi troppo in fretta, perché non siamo capaci di vivere appieno questa vita senza portarci dietro rimpianti. E torna l’amicizia, si spera nella presenza di molti amici, amici che saranno li a compiangerci quando sarà arrivato il nostro momento, amici la cui vita andrà avanti senza di noi e che saranno pronti a seppellirci, chi calando la bara con le corde, chi lanciandoci sopra i fiori.
E la morte sembra la fine di tutto, ma fino all’ultimo minuto si spera nell’inizio di una nuova vita nell’aldilà, in una vita migliore ed eterna, e solo dopo la morte si può realizzare che l’aldilà è solo un trucco, per darci speranza e fiducia, che la vita terrena è il solo dono, che solo la vita è la verità.
Nella seconda strofa il riferimento è ai due tipi di relazione che più caratterizzano gli essere umani, l’amore e l’amicizia. La delusione d’amore, l’infedeltà, il migliore degli inizi che subito è soppiantato dalla sofferenza di un cuore infranto e poi ancora l’irrigidimento dei sentimenti, il raffreddarsi sia del rapporto che della persona che esce rafforzata da quell’esperienza. L’amicizia che può avere il peggiore degli inizi, che può nascere da una scazzottata, ma che matura in un rapporto di riconoscenza e comunicazione.
La figura dell’artista è svelata dal termine “designer fakes” che sta in questo caso per scrittori di canzoni, per loro tre che scrivono storie, e che hanno bisogno di cercare l’ispirazione altrove rispetto alle loro esperienze, per poter parlare della vita in generale, nella sua essenza, che con suoi aspetti positivi e negativi rappresenta l’unica realtà possibile, l’unica alternativa da scegliere, l’unica verità. Perché la verità non è quella di un singolo individuo, ma quella della vita nel suo complesso.
L’ultima strofa valuta lo scorrere del tempo, ci si prospettano tanti anni davanti, ma il nostro tempo non è infinito, e ci sembra sempre che tutto passi troppo in fretta, perché non siamo capaci di vivere appieno questa vita senza portarci dietro rimpianti. E torna l’amicizia, si spera nella presenza di molti amici, amici che saranno li a compiangerci quando sarà arrivato il nostro momento, amici la cui vita andrà avanti senza di noi e che saranno pronti a seppellirci, chi calando la bara con le corde, chi lanciandoci sopra i fiori.
E la morte sembra la fine di tutto, ma fino all’ultimo minuto si spera nell’inizio di una nuova vita nell’aldilà, in una vita migliore ed eterna, e solo dopo la morte si può realizzare che l’aldilà è solo un trucco, per darci speranza e fiducia, che la vita terrena è il solo dono, che solo la vita è la verità.
ashtray girl
• Se per tessitori di inganni ci si riferisce ai poeti e agli artisti in generale, che non
rappresentano la verità obbiettiva nelle loro opere, ma solo quella che è la verità soggettiva, per cui la verità reale è la vita in se nel complesso, mi viene in mente una citazione di Oscar Wilde che dice: " l'arte rispecchia lo spettatore, non la vita ".
Gli artisti cercano la verità e per trovarla devono andare oltre le apparenze, oltre l'aspetto materiale e superficiale delle cose ed è per questo che la canzone dice "Thems the breaks" che io traduco come "A loro le frenate" seguito da un "perchè" sottointeso, "noi artisti abbiamo bisogno di andare oltre quello che lo sguardo incontra" perchè la verità è racchiusa in ogni singola sfaccettatura della vita stessa.
Sono d'accordo, Twenty Years parla di tutta la vita di una persona, degli ostacoli che si possono incontrare, del dolore che deve essere sopportato e grazie al quale si diventa più forti e si cerca di andare avanti, ma anche dei sentimenti positivi che si possono provare, quali l'amore e l'amicizia. Twenty Years parla della consapevolezza di non essere immortali, di non essere eterni e del fatto che si ha sempre così poco tempo a disposizione per capirlo. Ci si sente insoddisfatti ogni qual volta si desidera qualcosa di irraggiungibile, ma se non fosse per questa sensazione, ci si sentirebbe vuoti, perchè la sensazione di vuoto che si avverte quando si sogna qualcosa di impossibile, ci riempie.
Ed è per questo che si lotta per ciò in cui si crede, è per questo che si spera, pur no sapendo come andrà a finire. Twenty Years vede la vita come un passaggio e come uno dei doni più speciali e il voler credere in qualcosa dopo di essa è solo una questione di fede.
Gli artisti cercano la verità e per trovarla devono andare oltre le apparenze, oltre l'aspetto materiale e superficiale delle cose ed è per questo che la canzone dice "Thems the breaks" che io traduco come "A loro le frenate" seguito da un "perchè" sottointeso, "noi artisti abbiamo bisogno di andare oltre quello che lo sguardo incontra" perchè la verità è racchiusa in ogni singola sfaccettatura della vita stessa.
Sono d'accordo, Twenty Years parla di tutta la vita di una persona, degli ostacoli che si possono incontrare, del dolore che deve essere sopportato e grazie al quale si diventa più forti e si cerca di andare avanti, ma anche dei sentimenti positivi che si possono provare, quali l'amore e l'amicizia. Twenty Years parla della consapevolezza di non essere immortali, di non essere eterni e del fatto che si ha sempre così poco tempo a disposizione per capirlo. Ci si sente insoddisfatti ogni qual volta si desidera qualcosa di irraggiungibile, ma se non fosse per questa sensazione, ci si sentirebbe vuoti, perchè la sensazione di vuoto che si avverte quando si sogna qualcosa di impossibile, ci riempie.
Ed è per questo che si lotta per ciò in cui si crede, è per questo che si spera, pur no sapendo come andrà a finire. Twenty Years vede la vita come un passaggio e come uno dei doni più speciali e il voler credere in qualcosa dopo di essa è solo una questione di fede.
°Hannah° With The Beatles
• Io credo che them's the breaks sia da rendere "i loro fallimenti" intendendo them's con
apostrofo e genitivo sassone di possesso. Anche se nel booklet l'apostrofo non ci sta, ma i booklet non sono di suo particolarmente affidabili, e cose come apostrofi vengono spesso saltate a priori. Secondo me il senso di quella frase è la necessita di soffermarsi a riflettere anche sui fallimenti degli altri, la vita non riguarda solo noi stessi, ma anche chi ci circonda, chi ha vissuto prima di noi e chi vivrà quando noi non ci saremo più.
La necessità di capire che la sofferenza non tocca solo noi stessi, anche se è l'unica sofferenza che riusciamo a percepire a pieno, ma ognuno ha momenti bassi, e l'uomo, l'artista, deve essere in grado di cogliere ciò che avviene intorno, di parlare della vita, dei fallimenti, perchè ciò che più ci segna sono i momenti tristi e fallimentari, i momenti che ci rafforzano e ci fanno crescere anche se lasciando amarezza.
E se la necessità è quella di parlare della vita, bisogna andare affondo, assaporarla in tutte le sfaccettature, anche quelle lontane da noi stessi per evitare di ritrovarci dopo venti anni a renderci conto che il tempo a nostra disposizione è ci è scivolato addosso e a morire nel rimpianto.
La necessità di capire che la sofferenza non tocca solo noi stessi, anche se è l'unica sofferenza che riusciamo a percepire a pieno, ma ognuno ha momenti bassi, e l'uomo, l'artista, deve essere in grado di cogliere ciò che avviene intorno, di parlare della vita, dei fallimenti, perchè ciò che più ci segna sono i momenti tristi e fallimentari, i momenti che ci rafforzano e ci fanno crescere anche se lasciando amarezza.
E se la necessità è quella di parlare della vita, bisogna andare affondo, assaporarla in tutte le sfaccettature, anche quelle lontane da noi stessi per evitare di ritrovarci dopo venti anni a renderci conto che il tempo a nostra disposizione è ci è scivolato addosso e a morire nel rimpianto.
Top pagina ashtray girl
Oggi, come spesso mi capita, ho guardato per qualche volta di seguito il video di twenty years, uno dei miei preferiti... con la sua atmosfera cupa e decadente, un po' circense e un po' orientale... mi ha colpita dalla prima volta che lo vidi, ricordo che aspettavo l'uscita di questo video con trepidazione e non mi ha delusa affatto, anzi mi ha sorpresa piacevolmente e ha aumentato ulteriormente la mia passione per i Placebo...
E' diverso dai loro soliti video... i colori che regnano nello stile "cinematografico" dei Placebo sono i colori freddi, il blu, il verde, il grigio... qualche esempio... 36 degrees, pure morning, you don't care about us, the bitter end, this picture, infra-red... Twenty Years invece stona... e risalta... Il colore che si fa notare maggiormente è il giallo, ma non un giallo acceso, un giallo invecchiato... come se la pellicola fosse stata girata anni prima e tirata fuori dopo tanto per rivederla e rivivere i ricordi di quei momenti... e inoltre richiama anche il "golden age" del testo...

Lo scenario si apre con un'immagine poco nitida di fiamme in movimento: il fuoco in generale simboleggia passione e libertà, inoltre in questo caso serve anche ad enfatizzare l'immagine degli acrobati che sono presenti come coprotagonisti in tutto il video. Quello dell'acrobata, del circense, è uno stile di vita particolare che può simboleggiare a 360 gradi il messaggio di twenty years, la necessità di vivere a pieno la vita, liberamente, lo spettacolo, il godersi la corsa, i tessitori di inganni...

Quando la videocamera inquadra il gruppo loro sono seduti su un divano, ad osservare passivamente, e alle loro spalle le pareti sono piene di foto, stracolme, sembra quasi che il video sia stato girato a posteriori, una volta passati i venti anni di cui parla la canzone, una volta che tutte le sorprese, belle o brutte sono state svelate, una volta che il periodo d'oro è finito troppo in fretta... Le foto sono ciò che meglio incarna l'idea del ricordo... durano negli anni, conservano immagini che la memoria umana non è in grado di conservare così nitide e portano alla mente di chi le guarda a distanza di tanto tempo una serie interminabile di immagini, suoni, profumi, sensazioni...ricordi insomma.

Ho fatto questo shot che forse a prima vista potrebbe apparire quasi insignificante, ma secondo me dice tanto. Loro sono fermi e si lasciano spingere dal vento che soffia sulle loro facce (strano dato che tra l'altro si trovano in un ambiente chiuso). Il vento simboleggia il corso della vita. Loro sembrano passivi rispetto all'avvenire, sembrano spettatori e non autori del proprio destino, lasciano che il tempo, i fatti, la vita, gli scivolino addosso e stanno a guardare. Inoltre il vento è incontrollabile, imprevedibile... Insomma simboleggia la vita nel suo complesso di susseguirsi di avvenimenti come una corrente... la verità di cui parlano... Mi viene in mente una frase di Kite degli U2 che forse esprime al meglio ciò che intendo per esprimere il concetto simbolico del vento "Who's to say where the wind will take you.... I don't know which way the wind will blow" (chi può sapere dove ti condurrà il vento... Non so in che direzione soffierà il vento).

"Enjoy the ride, the medicine show": mentre la voce di Brian pronuncia queste parole lui nel video si sistema, come a prepararsi, a prepararsi a godere della "corsa" che lo aspetta, ad osservare lo "spettacolo" della medicina... Penso che il gesto di sistemarsi la cravatta sia ironico e direttamente riferito a "medicine show"...

Una ragazza che precipita... scendere, cadere... fallire... la ragazza cade davanti ai loro occhi proprio mentre la canzone recita "i loro fallimenti"... "Loro", mentre i tre continuano a guardare quasi come se osservassero i fatti dall'esterno... come se tutto ciò li lasciasse indifferenti... come se fossero arrivati ad un punto in cui sono realmente in grado di accettare tutto ciò che la vita può portare...

"We need to concentrate on more than meets the eye": la scena forse più famosa in assoluto, quella che per un periodo ha fatto identificare i placebo con "quel ragazzo con lo smalto nero che si cerchia l'occhio con la mano". Quel gesto fatto con la mano ricorda il modo in cui si tiene il cannocchiale (forse lo ricorda solo a me xDD) ma mi fa pensare che bisogna guardare lontano, guardare oltre, con attenzione, scrutare ogni minimo particolare, perchè in ogni dettaglio che ci circonda, vicino o lontano (anche quelli ai quali non arriviamo con la nostra vista - per questo il cannocchiale- quello che lo sguardo non è in grado di incrociare) si nasconde l'essenza della vita, la verità.

Le donne, invecchiate, che ballano... forse è in assoluto la scena più in stile decadente di tutto il video... i vestiti...gli sguardi malinconici e sconsolati... l'amaranto che in questa scena sormonta sul giallo... il rosso (più cupo però...) come la passione, che ancora non si è spenta... bisogna godere della vita fino all'ultimo istante in cui se ne ha la possibilità... Ogni momento lasciato scorrere senza rendersene conto è perduto per sempre... Credo che sia questo il motivo di quelle donne che ballano... Gli sguardi malinconici credo che rappresentino il pensiero che corre al ricordo del passato e che guarda al futuro che si prospetta sempre più breve... i vent'anni sono un periodo d'oro ma non sono affatto infiniti, anzi passano e finiscono troppo in fretta, e questa è una certezza... you know...

Dietro le donne che ballano viene aperta una sorta di finestra che da su una porta fissata apparentemente nel vuoto... lo sfondo ricorda un po' un cielo stellato anche se non da sul blu, i colori variano sempre in una gamma di tonalità del giallo che arrivano fino al marrone scuro... Oltre questa porta si intravvedono loro tre, Brian che fa cenno di "si" con la testa, come a dare consenso, come a dire che si sente pronto... Su questa porta c'è una parola scritta sinceramente non so di preciso in che lingua, o cinese o giapponese presumo (se qualcuno conosce la lingua e sa ciò che significa può comunicarcelo? credo che possa avere un significato importante per la lettura del video) che richiama l'atmosfera orientale... Loro sono chiusi li dentro, in un ambiente ridotto, seduti, fermi... che continuano ad osservare...

Brian che alza lo sguardo e vede scivolar via dal palmo della sua mano quello che sembra essere un pezzo di carta strappato (ce ne sono diversi che si sollevano, forse facenti parte di un foglio che è stato strappato). Tiene la mano aperta e lo osserva, ma senza fare niente per cercare di fermarlo. Inoltre il foglio non cade verso il basso come dovrebbe, si solleva verticalmente verso l'alto (non spinto dal vento che in questa scena è assente)... Dal punto di vista religioso credo che possa significare l'ascesa dopo la morte... che poi è ciò che nel finale viene svelato come "trucco".

Nel finale Brian viene inquadrato da solo al centro della stanza vuota. Non ci sono più le foto, non c'è più nessuno, neanche Steve e Stef... Though some may hold the rose some hold the rope. E' arriviato l'inizio e la fine, il meglio, la prova, il momento del dubbio e di dimostrare la fede, il momento di scoprire che il dono (mentre Brian dice "gift" guarda verso l'alto, verso ciò che spera che lo attenda quando arriverà il suo momento) è solo un "trucco".
You're the truth not I.
E' diverso dai loro soliti video... i colori che regnano nello stile "cinematografico" dei Placebo sono i colori freddi, il blu, il verde, il grigio... qualche esempio... 36 degrees, pure morning, you don't care about us, the bitter end, this picture, infra-red... Twenty Years invece stona... e risalta... Il colore che si fa notare maggiormente è il giallo, ma non un giallo acceso, un giallo invecchiato... come se la pellicola fosse stata girata anni prima e tirata fuori dopo tanto per rivederla e rivivere i ricordi di quei momenti... e inoltre richiama anche il "golden age" del testo...

Lo scenario si apre con un'immagine poco nitida di fiamme in movimento: il fuoco in generale simboleggia passione e libertà, inoltre in questo caso serve anche ad enfatizzare l'immagine degli acrobati che sono presenti come coprotagonisti in tutto il video. Quello dell'acrobata, del circense, è uno stile di vita particolare che può simboleggiare a 360 gradi il messaggio di twenty years, la necessità di vivere a pieno la vita, liberamente, lo spettacolo, il godersi la corsa, i tessitori di inganni...

Quando la videocamera inquadra il gruppo loro sono seduti su un divano, ad osservare passivamente, e alle loro spalle le pareti sono piene di foto, stracolme, sembra quasi che il video sia stato girato a posteriori, una volta passati i venti anni di cui parla la canzone, una volta che tutte le sorprese, belle o brutte sono state svelate, una volta che il periodo d'oro è finito troppo in fretta... Le foto sono ciò che meglio incarna l'idea del ricordo... durano negli anni, conservano immagini che la memoria umana non è in grado di conservare così nitide e portano alla mente di chi le guarda a distanza di tanto tempo una serie interminabile di immagini, suoni, profumi, sensazioni...ricordi insomma.

Ho fatto questo shot che forse a prima vista potrebbe apparire quasi insignificante, ma secondo me dice tanto. Loro sono fermi e si lasciano spingere dal vento che soffia sulle loro facce (strano dato che tra l'altro si trovano in un ambiente chiuso). Il vento simboleggia il corso della vita. Loro sembrano passivi rispetto all'avvenire, sembrano spettatori e non autori del proprio destino, lasciano che il tempo, i fatti, la vita, gli scivolino addosso e stanno a guardare. Inoltre il vento è incontrollabile, imprevedibile... Insomma simboleggia la vita nel suo complesso di susseguirsi di avvenimenti come una corrente... la verità di cui parlano... Mi viene in mente una frase di Kite degli U2 che forse esprime al meglio ciò che intendo per esprimere il concetto simbolico del vento "Who's to say where the wind will take you.... I don't know which way the wind will blow" (chi può sapere dove ti condurrà il vento... Non so in che direzione soffierà il vento).

"Enjoy the ride, the medicine show": mentre la voce di Brian pronuncia queste parole lui nel video si sistema, come a prepararsi, a prepararsi a godere della "corsa" che lo aspetta, ad osservare lo "spettacolo" della medicina... Penso che il gesto di sistemarsi la cravatta sia ironico e direttamente riferito a "medicine show"...

Una ragazza che precipita... scendere, cadere... fallire... la ragazza cade davanti ai loro occhi proprio mentre la canzone recita "i loro fallimenti"... "Loro", mentre i tre continuano a guardare quasi come se osservassero i fatti dall'esterno... come se tutto ciò li lasciasse indifferenti... come se fossero arrivati ad un punto in cui sono realmente in grado di accettare tutto ciò che la vita può portare...

"We need to concentrate on more than meets the eye": la scena forse più famosa in assoluto, quella che per un periodo ha fatto identificare i placebo con "quel ragazzo con lo smalto nero che si cerchia l'occhio con la mano". Quel gesto fatto con la mano ricorda il modo in cui si tiene il cannocchiale (forse lo ricorda solo a me xDD) ma mi fa pensare che bisogna guardare lontano, guardare oltre, con attenzione, scrutare ogni minimo particolare, perchè in ogni dettaglio che ci circonda, vicino o lontano (anche quelli ai quali non arriviamo con la nostra vista - per questo il cannocchiale- quello che lo sguardo non è in grado di incrociare) si nasconde l'essenza della vita, la verità.

Le donne, invecchiate, che ballano... forse è in assoluto la scena più in stile decadente di tutto il video... i vestiti...gli sguardi malinconici e sconsolati... l'amaranto che in questa scena sormonta sul giallo... il rosso (più cupo però...) come la passione, che ancora non si è spenta... bisogna godere della vita fino all'ultimo istante in cui se ne ha la possibilità... Ogni momento lasciato scorrere senza rendersene conto è perduto per sempre... Credo che sia questo il motivo di quelle donne che ballano... Gli sguardi malinconici credo che rappresentino il pensiero che corre al ricordo del passato e che guarda al futuro che si prospetta sempre più breve... i vent'anni sono un periodo d'oro ma non sono affatto infiniti, anzi passano e finiscono troppo in fretta, e questa è una certezza... you know...

Dietro le donne che ballano viene aperta una sorta di finestra che da su una porta fissata apparentemente nel vuoto... lo sfondo ricorda un po' un cielo stellato anche se non da sul blu, i colori variano sempre in una gamma di tonalità del giallo che arrivano fino al marrone scuro... Oltre questa porta si intravvedono loro tre, Brian che fa cenno di "si" con la testa, come a dare consenso, come a dire che si sente pronto... Su questa porta c'è una parola scritta sinceramente non so di preciso in che lingua, o cinese o giapponese presumo (se qualcuno conosce la lingua e sa ciò che significa può comunicarcelo? credo che possa avere un significato importante per la lettura del video) che richiama l'atmosfera orientale... Loro sono chiusi li dentro, in un ambiente ridotto, seduti, fermi... che continuano ad osservare...

Brian che alza lo sguardo e vede scivolar via dal palmo della sua mano quello che sembra essere un pezzo di carta strappato (ce ne sono diversi che si sollevano, forse facenti parte di un foglio che è stato strappato). Tiene la mano aperta e lo osserva, ma senza fare niente per cercare di fermarlo. Inoltre il foglio non cade verso il basso come dovrebbe, si solleva verticalmente verso l'alto (non spinto dal vento che in questa scena è assente)... Dal punto di vista religioso credo che possa significare l'ascesa dopo la morte... che poi è ciò che nel finale viene svelato come "trucco".

Nel finale Brian viene inquadrato da solo al centro della stanza vuota. Non ci sono più le foto, non c'è più nessuno, neanche Steve e Stef... Though some may hold the rose some hold the rope. E' arriviato l'inizio e la fine, il meglio, la prova, il momento del dubbio e di dimostrare la fede, il momento di scoprire che il dono (mentre Brian dice "gift" guarda verso l'alto, verso ciò che spera che lo attenda quando arriverà il suo momento) è solo un "trucco".
You're the truth not I.
Top pagina ashtray girl
Ci sono venti anni da percorrere
E venti modi per sapere
Chi sarà
Chi sarà ad indossare il cappello
(Who will wear the hat: chi sarà alla guida, chi andrà più avanti)
Ci sono venti anni da percorrere
Il meglio di tutto, me lo auguro
Goditi la corsa, lo spettacolo della medicina
(The medicine show: indica, con accezione negativa, l’abuso del progresso tecnologico applicato all’ambito medico, a causa del quale le ricerche mediche puntano all’eclatante e non all’utile)
I loro fallimenti
Per noi tessitori di inganni
(Designer fakes: scrittori di canzoni e in generale artisti)
Che abbiamo bisogno di concentrarci su qualcosa di più di ciò che incrocia lo sguardo
(Concentrate on more than meets the eye: la necessità di soffermarsi a riflettere non solo su ciò che riguarda la propria vita, di ispirarsi anche agli avvenimenti che colpiscono le altre persone e alla realtà tutta in generale, di andare oltre la superficialità del materiale e del visibile)
Ci sono venti anni da percorrere
Il fedele e lo sleale
(The faithful and the low: il fedele e l’infedele all’interno di una relazione)
Il migliore degli inizi
Il cuore infranto
La roccia
(The stone: la persona che dopo la delusione e la sofferenza si rafforza ma si raffredda anche)
Ci sono venti anni da percorrere
Lo stordito dai pugni e la botta
(The punch-drunk and the blow: la vittima e il colpevole)
Il peggiore degli inizi
La riconoscenza
Il telefono
(The phone: indica la comunicazione in un rapporto di amicizia)
E i loro fallimenti
Per noi tessitori di inganni
Che abbiamo bisogno di concentrarci su qualcosa di più di ciò che incrocia lo sguardo
I loro fallimenti
Per noi tessitori di inganni
Ma scelgo comunque te
Perché sei tu la verità, non io
(In riferimento alla vita con tutte le sue sfaccettature. L’accettazione della vita a 360 gradi, non la propria vita, ma l’esistenza in generale, l’unica realtà e verità)
Ci sono venti anni da percorrere
Un periodo d’oro, lo so
Ma tutto passerà, finirà troppo presto, lo sai
Ci sono venti anni da percorrere
E più amici, spero
Anche se alcuni stringeranno la rosa, altri stringeranno la corda
(Some may hold the rose some hold the rope: chi getta i fiori sulla bara e chi tiene le corde per calare la bara nella fossa durante i funerali nel mondo anglosassone)
E questa è la sua fine e questo è il suo inizio
(The end of it: la fine della vita terrena e sensibile
The start of it: l’inizio della vita ultraterrena)
Questo è il tutto, questa è una sua parte
(The whole: si arriva alla conclusione della vita quindi se ne ha una visione d’insieme
The part of it: il periodo dalla nascita alla morte rappresenta solo una parte dell’esistenza sia se rapportata con la vita nell’aldilà sia se messa a confronto con la vita che va avanti nel mondo a prescindere dalla scomparsa di un individuo)
Questa è la sua estensione, questo è il suo cuore
(The high: tutta la durata della vita
The heart: i momenti che hanno segnato l’esistenza, i ricordi più cari)
Questa è la sua lunghezza, questa è la sua brevità
(The long/the short of it: la diversa concezione della vita breve o lunga a seconda di come è stato impiegato il tempo a disposizione)
Questa è la sua parte migliore, questa ne è la prova
(The best: secondo la religione dopo la morte si passa a “miglior vita”
The test in it: la morte è l’unico modo per avere la prova dell’esistenza dell’aldilà)
Questo è il dubbio, il dubbio e la fede in ciò
(The doubt the trust in it: il dubbio e la fiducia che convivono negli individui riguardo l’esistenza dell’aldilà)
Questa è la sua visione, questo è il suo suono
(The sight/the sound: l'aspetto materiale e sensibile della vita)
Questo è il dono, e questo è il trucco
(The gift: la visione della vita come un “dono”
The trick in it: il fatto che ci venga ripetuto che la vita è un dono è solo un “trucco” per farci credere nella vita ultraterrena)
Sei tu la verità, non io…
ashtray girl • Vai al testo originale della canzone
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E venti modi per sapere
Chi sarà
Chi sarà ad indossare il cappello
(Who will wear the hat: chi sarà alla guida, chi andrà più avanti)
Ci sono venti anni da percorrere
Il meglio di tutto, me lo auguro
Goditi la corsa, lo spettacolo della medicina
(The medicine show: indica, con accezione negativa, l’abuso del progresso tecnologico applicato all’ambito medico, a causa del quale le ricerche mediche puntano all’eclatante e non all’utile)
I loro fallimenti
Per noi tessitori di inganni
(Designer fakes: scrittori di canzoni e in generale artisti)
Che abbiamo bisogno di concentrarci su qualcosa di più di ciò che incrocia lo sguardo
(Concentrate on more than meets the eye: la necessità di soffermarsi a riflettere non solo su ciò che riguarda la propria vita, di ispirarsi anche agli avvenimenti che colpiscono le altre persone e alla realtà tutta in generale, di andare oltre la superficialità del materiale e del visibile)
Ci sono venti anni da percorrere
Il fedele e lo sleale
(The faithful and the low: il fedele e l’infedele all’interno di una relazione)
Il migliore degli inizi
Il cuore infranto
La roccia
(The stone: la persona che dopo la delusione e la sofferenza si rafforza ma si raffredda anche)
Ci sono venti anni da percorrere
Lo stordito dai pugni e la botta
(The punch-drunk and the blow: la vittima e il colpevole)
Il peggiore degli inizi
La riconoscenza
Il telefono
(The phone: indica la comunicazione in un rapporto di amicizia)
E i loro fallimenti
Per noi tessitori di inganni
Che abbiamo bisogno di concentrarci su qualcosa di più di ciò che incrocia lo sguardo
I loro fallimenti
Per noi tessitori di inganni
Ma scelgo comunque te
Perché sei tu la verità, non io
(In riferimento alla vita con tutte le sue sfaccettature. L’accettazione della vita a 360 gradi, non la propria vita, ma l’esistenza in generale, l’unica realtà e verità)
Ci sono venti anni da percorrere
Un periodo d’oro, lo so
Ma tutto passerà, finirà troppo presto, lo sai
Ci sono venti anni da percorrere
E più amici, spero
Anche se alcuni stringeranno la rosa, altri stringeranno la corda
(Some may hold the rose some hold the rope: chi getta i fiori sulla bara e chi tiene le corde per calare la bara nella fossa durante i funerali nel mondo anglosassone)
E questa è la sua fine e questo è il suo inizio
(The end of it: la fine della vita terrena e sensibile
The start of it: l’inizio della vita ultraterrena)
Questo è il tutto, questa è una sua parte
(The whole: si arriva alla conclusione della vita quindi se ne ha una visione d’insieme
The part of it: il periodo dalla nascita alla morte rappresenta solo una parte dell’esistenza sia se rapportata con la vita nell’aldilà sia se messa a confronto con la vita che va avanti nel mondo a prescindere dalla scomparsa di un individuo)
Questa è la sua estensione, questo è il suo cuore
(The high: tutta la durata della vita
The heart: i momenti che hanno segnato l’esistenza, i ricordi più cari)
Questa è la sua lunghezza, questa è la sua brevità
(The long/the short of it: la diversa concezione della vita breve o lunga a seconda di come è stato impiegato il tempo a disposizione)
Questa è la sua parte migliore, questa ne è la prova
(The best: secondo la religione dopo la morte si passa a “miglior vita”
The test in it: la morte è l’unico modo per avere la prova dell’esistenza dell’aldilà)
Questo è il dubbio, il dubbio e la fede in ciò
(The doubt the trust in it: il dubbio e la fiducia che convivono negli individui riguardo l’esistenza dell’aldilà)
Questa è la sua visione, questo è il suo suono
(The sight/the sound: l'aspetto materiale e sensibile della vita)
Questo è il dono, e questo è il trucco
(The gift: la visione della vita come un “dono”
The trick in it: il fatto che ci venga ripetuto che la vita è un dono è solo un “trucco” per farci credere nella vita ultraterrena)
Sei tu la verità, non io…
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